Un'illustrazione grafica astratta composta da una fitta trama simmetrica di linee geometriche a zig-zag, con un gradiente che sfuma dal ciano acceso sui lati al viola scuro nel centro. Le linee sono disposte in modo da creare un'illusione ottica: guardando l'immagine da lontano, emergono i lineamenti specchiati di due volti femminili classici, simili a statue.

È utilizzata da oltre un miliardo di persone al mese: l’AI è ormai parte della nostra quotidianità. E per il nostro settore si tratta di un salto quantico. Non si tratta di scegliere se utilizzarla o meno, ma di capire quale tipologia di AI utilizzare, come utilizzarla e per quali obiettivi. E per fare questo è necessario investire tempo in ricerca, sperimentare, imparare, innovare. Di certo si tratta di uno, anzi, di tanti strumenti che possono avere un impatto straordinario sull’efficacia dei progetti.

Le potenzialità dell’AI dipendono però da chi la utilizza, perché l’AI amplifica quello che già sappiamo. Dunque, senza cultura, nel nostro caso di comunicazione, non è possibile guidare né correggere le risposte dell’AI che, per quanto potente, rimane un formidabile riproduttore dei nostri pregiudizi. Va tenuta presente soprattutto la sua incapacità di produrre qualcosa di realmente nuovo. Tra i suoi talenti c’è quello di rimescolare elementi già esistenti in nuove combinazioni, ma il talento creativo non è tra le sue doti. Infine, va sottolineata la sua incapacità di reale critica. Possiamo pure indirizzarla al dibattito con i giusti prompt, ma non possiamo aspettarci da lei quello spirito critico, tipo quello del collega con formazione diversa, magari più giovane e con una visione contrastante con la nostra. È un po’ come un dipendente che non ha il coraggio di dire al capo “la tua idea è una cazzata”. E allora, a cosa serve l’AI?

A visualizzare, confrontare, scartare e scegliere l’idea giusta tra diverse alternative possibili che noi abbiamo pensato. A testare un processo, a velocizzare il passaggio dall’idea al prototipo. A trasformare un sistema di gestione digitale in uno snodo strategico di comunicazione, a rendere più rapide ed efficienti tutte le attività ripetitive e prevedibili. Insomma, l’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo, di cui non si può più fare a meno, ma da utilizzare insieme all’intelligenza naturale umana, individuale e collettiva.